Il socio Pantaleone Staropoli ha accumulato ben 50.000 chilometri dal 2022. Qui ripercorre dove tutto è iniziato e condivide una delle sue ultime avventure

Tutto cominciò un giorno del 2011, quand’ero andato a trovare un amico a Montréal, in Canada. Ci stavamo godendo una birra in un bar quando, all’improvviso, sentii un rombo assordante. Più quel ruggito si avvicinava, più il mio cuore batteva forte. Mi voltai, ed era una Breakout®. Il caso volle che parcheggiasse a pochi metri da noi. Non avevo mai visto una Harley-Davidson® dal vivo prima di allora: fu un colpo di fulmine. Lì per lì giurai a me stesso che avrei fatto tutto il possibile per averne una mia, un giorno.

Per vari motivi, passarono undici anni prima di poter mantenere quella promessa, ma alla fine ci riuscii!  Così, nel maggio 2022, mi comprai la mia prima Harley-Davidson: una Low Rider® S 117 nuova fiammante. Iniziai a macinare chilometri e a partecipare a varie uscite ed eventi H.O.G.® in giro per l’Italia, sia da solo che con la mia passeggera e compagna di vita Nadia Sara Giumbo. Più strada facevo e più ero orgoglioso di essere entrato a far parte di questo mondo.

Siamo partiti da Milwaukee alla volta di Chicago, in Illinois, per cominciare l’avventura sulla storica Route 66. A Chicago, ho guardato il cartello che segna l’inizio della strada e ho fatto fatica a crederci: ero lì per davvero, non era più solo un sogno. Ci siamo diretti a Santa Monica, in California. Abbiamo fatto tante deviazioni, ma sempre tornando sulla Route 66: la Monument Valley, i Quattro Angoli, il Parco nazionale della foresta pietrificata, il Meteor Crater, il Grand Canyon, la diga di Hoover, il Parco statale della valle del fuoco e Las Vegas.

Ma l’emozione e il senso di libertà più profondi li ho provati attraversando il deserto del Mojave, appena dopo Amboy, in California. Abbiamo percorso chilometri e chilometri nel deserto senza avvistare o sentire anima viva. Solo io, la mia compagna seduta dietro di me e il suono meraviglioso della Harley che stavo guidando. È stato lì che mi sono scattato una foto mentre ringrazio quella motocicletta, e un’altra in cui abbraccio la strada.

Alla fine, abbiamo toccato dodici Stati diversi e percorso un totale di circa 5.950 chilometri. Ogni sosta, ogni attrazione, ogni panorama, ogni persona del posto che abbiamo incontrato hanno creato un susseguirsi di emozioni indescrivibili che porterò nel cuore per il resto della vita. E anche se ho già fatto progetti per un viaggio ancora più lungo nel 2025, so per certo che non sarà mai in grado di eguagliare questa esperienza.

Gli scorci bellissimi che ci ha regalato la Strada Madre e la gioia e il senso di libertà che abbiamo provato sono stati tutti interamente merito di Harley-Davidson. Mi ha permesso di sognare, e mi ha trasmesso uno spirito di avventura e un senso di libertà come nessun’altra moto può fare.

Puoi seguire le avventure di Pantaleone tramite @harlion117 su Instagram.